La solenne Eucaristia di domenica 27 settembre ha rappresentato un “anticipo di Festa”: esso è avvenuto nel nome dell’Arcangelo e di Giovanni Paolo II.
La presenza di Mons. Domenico D’Ambrosio ha di fatto inaugurato il tempo dei festeggiamenti in onore di San Michele.
Nella sua omelia, l’Arcivescovo, già Pastore della Diocesi sipontino-garganica, ha ricordato come la devozione al Principe degli Angeli gli derivi da sua madre, una «donna di grande fede, che più volte ha compiuto pellegrinaggi a piedi da Peschici a Monte Sant’Angelo».
Il presule ha, inoltre, sottolineato l’importanza del rapporto che lo legava a Papa Wojtyla. Un riferimento non casuale, giacché la celebrazione prevedeva un significativo momento liturgico: la benedizione di un quadro raffigurante proprio il Pontefice polacco.
L’opera, realizzata da Maria Teresita Ferrari Donadei, ritrae il Papa che ha guidato la Chiesa terrena per circa 27 anni mentre giunge nella Chiesa Celeste, accolto da San Michele, dagli Angeli e dalla Vergine Maria.
Dopo aver presentato i tratti ispiratori e i contenti espressi, l’artista ha donato il dipinto alla Basilica per le mani del rettore, p. Ladislao Suchy.













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