Il 16 luglio è stata una giornata speciale per la comunità del Santuario, un’occasione di festa, gratitudine e profonda commozione dedicata al Giubileo d’oro di vita consacrata di un gruppo di Micheliti.
Mezzo secolo di dedizione, servizio e fede vissuto da figure che hanno tracciato solchi profondi nel cuore della missione sacerdotale.
Se per alcuni dei festeggiati, come padre Jan Seremak, padre Jan Bieniek e padre Andrzej Watroba, il ministero si è espresso lontano dai nostri confini — tra educazione, missioni e divulgazione —, per altri due volti il legame con il Sacro Luogo di Monte Sant’Angelo è quotidiano e familiare: ci riferiamo a Fra’ Stanislao Baranowski e Padre Ladislao Suchy.
Il primo è il volto accogliente della Grotta, capace di far sentire ogni pellegrino “a casa” grazie alla sua cortesia, alla delicatezza e alla sua instancabile capacità di ascolto.
Il secondo è il Rettore, pioniere della presenza della Congregazione di San Michele Arcangelo nella Celeste Basilica: dal 1995, in trent’anni di instancabile cammino, egli ha saputo unire una fede incrollabile a una visione lungimirante, diventando un punto di riferimento non solo per la famiglia religiosa, ma per l’intera città.
A celebrare la solenne Eucaristia è stato l’Arcivescovo emerito, mons. Domenico D’Ambrosio, che ha voluto esprimere un sentito ringraziamento: «In questa Basilica, con voi, è tornata a risplendere la luce del ministero, l’amabilità dell’accoglienza e la bellezza del servizio liturgico. Grazie per ciò che avete donato e continuate a donare ogni giorno».
Anche il Superiore Generale, padre Dario Wilk, ha voluto far sentire la vicinanza sua e di tutti i confratelli che rappresenta, celebrando la fedeltà dei festeggiati e augurando loro di continuare a camminare con lo sguardo rivolto ai sogni che Dio ha in serbo per loro.
Il rinnovo dei voti, emessi cinquant’anni fa, ha suggellato un patto d’amore che continua a rinnovarsi, ispirando chiunque varchi la soglia della Spelonca micaelica.
















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