Il legame tra Monte Sant’Angelo e Mont Saint-Michel ha origini secolari.
Il santuario sito sull’isolotto normanno, infatti, è stato edificato 1300 anni fa ad instar (ossia a somiglianza) di quello garganico: l’agiografia dei due luoghi micaelici presenta medesimi elementi simbolici e “reliquie” (i sassi) prelevate della Sacra Spelonca pugliese furono inserite nelle fondamenta dell’edificanda abbazia francese.
Nel nome del comune Patrono, i due Santuari hanno celebrato il loro Giubileo sabato 6 dicembre.
Presso la Cappella della Riconciliazione si è svolto il rito della Preghiera per il Pellegrinaggio alla Porta Santa. Il rettore Suchy, indicando la roccia che contraddistingue il santuario, ha sottolineato che l’Arcangelo invita tutti i suoi devoti a fondare la propria speranza su Cristo, roccia della fede, e a “ripartire” da Lui con l’animo che si libera dei pesi e dei macigni del peccato. Inoltre, ha aggiunto che i due luoghi micaelici rappresentano le «torce che da secoli bruciano sul continente europeo e annunciano che la vita è, sì, una lotta spirituale, ma è una lotta abitata dagli angeli: per questo il male non ha l’ultima parola; la luce è più forte delle tenebre; la misericordia è più potente del peccato».
Al termine della celebrazione eucaristica, c’è stato un significativo scambio di doni, anzi di “pietre”: come tredici secoli fa, un sasso della Grotta di Monte Sant’Angelo sarà portato a Mont Saint Michel e una pietra del tempio normanno resterà presso il santuario da cui è partito il culto micaelico d’occidente. Gesti volti a cementare i rapporti di comunione spirituale e di collaborazione pastorale.
Contributi fotografici: Leonardo Ciuffreda








































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