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“Arrivederci, don Raffaele”: le immagini delle esequie

Nella mattinata del 13 gennaio, nella Sacra Grotta si sono celebrati i funerali di don Raffaele Rinaldi.

Nel primo pomeriggio dell’11 gennaio, con infinita dolcezza l’Arcangelo Michele ha preso per mano il nostro confratello sacerdote, portandolo con sé al cospetto dell’Altissimo per assegnargli quel soggiorno beato nella Casa Celeste preparato per i giusti sin dalla fondazione del mondo.
 
Don Raffaele ci ha lasciato con il corpo mortale alla veneranda età di 93 anni, ma sarà sempre con noi, presenza rassicurante, infaticabile e sempre ricolma di voglia di vivere e di sano umorismo. Lavoratore instancabile della vigna del Signore, egli dopo un lungo pellegrinaggio giovanile tra le parrocchie di vari centri del Gargano, specie i più decentrati e lontani, è approdato al suo paese natale dove ha profuso le sue migliori energie non solo come coadiutore del parroco di Santa Maria del Carmine, ma rispondendo sempre affermativamente ad ogni chiesa, ogni comunità che lo chiamasse in aiuto o sostituzione.
 
Particolarmente devoto ed innamorato del suo San Michele, veniva a passare il  “tempo libero”, quel poco che gli restava, non solo nella preghiera al suo cospetto, ma aiutando validamente noi Padri nell’accoglienza dei pellegrini, specie amministrando il Sacramento della Penitenza. Con il passare degli anni, il declino della vecchiaia gli ha reso impossibile il continuo girovagare tra le chiese di Monte Sant’Angelo. Così si è dedicato ancor più al Santuario finendo per diventare un vero e proprio componente della comunità dei Micheliti, estremamente utile per il servizio che svolgeva e gradito a tutti  per il suo inesauribile humour che rendeva piacevole la sua compagnia.
 
Quando le forze non glielo hanno permesso più, si è ritirato in una casa di riposo a San Giovanni Rotondo dove lo ha colto sorella morte.
 
 
Le esequie, anzi la sua “festa di addio” (come ha lasciato scritto), sono state celebrate da Mons. Domenico D’Ambrosio, suo seminarista prima, e suo vescovo poi.
 
Commossa la partecipazione di quanti lo hanno conosciuto: tutti si sono uniti alla preghiera per la sua anima nella certezza cristiana che l’Arcangelo Michele lo abbia introdotto nella “Luce Santa” sorridente e festante, come suo costume e come continueremo a ricordarlo.
 
La Comunità dei Padri Micheliti
 
 
 
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