TERRIBILIS EST LOCUS ISE HIC DOMUS DEI EST ET PORTA COELI

Beato Bronislao Bonaventura Markiewicz

Nacque il 13 luglio 1842 a Pruchnik (Galizia – sud Polonia), sesto di undici figli, in una famiglia profondamente religiosa di piccoli borghesi. La sua prima educazione avvenne sotto lo sguardo della Vergine Santissima in un’ atmosfera piena di calore, di ottimismo, di semplicità e di fiducia, nonostante la situazione in Galizia fosse disastrosa. Praticamente mancava tutto: la fame era enorme e sulle strade si vedevano moltissimi mendicanti in cerca di pane. Il clima liberale e antireligioso trovato nel ginnasio causò in lui una crisi di fede. Riuscì a superarla e, in un rinnovato e fiducioso abbandono a Dio e alla sua volontà, entrò in Seminario.

Fu ordinato sacerdote il 15 settembre 1867, festa di Maria SS. dell’Addolorata, e impegnò tutto se stesso all’attività pastorale, soprattutto all’insegnamento del catechismo, all’apostolato tra i carcerati e al Sacramento della riconciliazione. Fece costruire diverse cappelle nei paesi più distanti dalla chiesa parrocchiale, organizzò la distribuzione gratuita di cibo ai poveri e agli ammalati, dedicò le sue energie a favore dei ragazzi poveri, abbandonati ed emarginati, sia spiritualmente sia materialmente. Dopo alcuni anni di fervido apostolato, anche nella lotta alla piaga dell’ alcolismo, seguendo un irresistibile impulso, nel 1885 partì per l’Italia con il vivo desiderio di entrare in un Istituto religioso che avesse come obiettivo principale l’educazione e la formazione della gioventù. Colpito dallo stile di vita e dall’attività dei Salesiani, chiese di essere ammesso nella loro Congregazione. Nel 1887 emise i voti perpetui proprio nelle mani di Don Bosco. Nel 1892 tornò da salesiano in Polonia e diventò parroco a Miejsce, in Galizia, dove si dedicò particolarmente ai ragazzi abbandonati, poveri e orfani realizzando così, nella concreta realtà polacca, gli ideali di Don Bosco.

Nel 1897 si propose di fondare una nuova Congregazione religiosa basata sui principi della regola primitiva dei Salesiani, ma più rispondente alle esigenze particolari della povera Galizia. Da questo momento per il servo di Dio cominciò una feconda stagione di apostolato nell’accoglienza ai ragazzi poveri ed abbandonati. Straordinari furono molti successi, ma non mancarono anche momenti davvero terribili. Fatto oggetto di incomprensioni, talora durissime, che accettò e sostenne in silenzio sempre predicando fiducia ed obbedienza, egli giunse al termine della sua esistenza senza aver visto i suoi ragazzi, alcuni dei quali divenuti già santi e zelanti sacerdoti, riconosciuti in quella Congregazione posta sotto la protezione dell’Arcangelo Michele che egli aveva già fondato civilmente nel 1902, per mettersi al riparo da eventuali problemi con l’autorità, con il titolo di “Temperanza e lavoro”. Abbracciando con amore e pazienza la croce della sofferenza, fisica e morale, che il Signore volle donargli, si spense il 29 gennaio del 1912.

Nove anni dopo la sua morte, le sue due Congregazioni, quella maschile e quella femminile intitolate entrambe a S. Michele Arcangelo, ricevettero, come egli stesso aveva profetizzato, l’approvazione delle autorità della Chiesa. Ai cristiani della nostra epoca egli lasciò in eredità il segreto del suo progressivo itinerario spirituale fino all’apice della perfezione: la preghiera incessante in adorazione davanti a Gesù presente nel Santissimo Sacramento e la tenera devozione alla sua Madre Maria, cui confidava le gioie e i dolori con l’amore affettuoso di un figlio. Cristo crocifisso fu il modello a cui il Servo di Dio ispirò ogni sua azione e la carità (specialmente verso i bambini bisognosi, gli ammalati e i carcerati, ma anche verso tutti i poveri in genere, per i quali si privava del necessario) e la temperanza (che per lui significò lavoro e penitenza) rappresentano l’aspetto più singolare della sua spiritualità.

In San Michele, che indicava come patrono delle sue opere e delle future congregazioni religiose, aveva un protettore e alleato nel quotidiano combattimento incruento contro il male perché Dio fosse sempre al centro della sua vita e di coloro che il Signore aveva affidato alla sua cura.

La causa della sua beatificazione si concluse positivamente il 27 aprile 1963. Il 2 luglio 1994 Papa Giovanni Paolo II, suo grande conterraneo ed estimatore, firmò il decreto che ne riconosceva l’eroicità delle virtù ed il 20 dicembre dello stesso anno le apposite commissioni dei teologi e dei cardinali, dopo il pronunciamento dei medici, riconobbero il miracolo della guarigione di un sacerdote “Michelita” per sua intercessione. La solenne cerimonia della beatificazione è stata celebrata il 19 giugno 2005 a Varsavia, su mandato di Papa Benedetto XVI, dal primate di Polonia, card. Giuseppe Glemp, in un tripudio di folla festante e riconoscente: primi fra tutti i suoi figli spirituali, orgogliosi ed ormai sparsi per il mondo di continuarne l’opera di evangelizzazione e carità.

La Serva di Dio Madre Anna Kaworek

Cofondatrice e prima Superiora Generale della Congregazione delle Suore di San Michele Arcangelo è nata il 18.06.1872 a Biedrzychowice in Slesia ( Polonia).

Già nei primi anni della scuola era germogliato nel suo cuore il seme della vocazione religiosa ma, anche se conosceva diversi Istituti religiosi femminili, non era ancora giunta ad alcuna decisione circa il suo futuro. Ma solo a 22 anni, dopo aver sentito parlare dell’Istituto religioso che stava nascendo ad opera del beato Bronislao Markiwicz (a quel tempo salesiano) rispose alla chiamata divina.

Il 25 febbraio 1894 arrivò a Miejsce Piastowe dove si presentò al beato, ma rimase piuttosto turbata poiché quello che vedeva era molto diverso dalla realtà di un convento. Dopo otto mesi di permanenza, chiese a Padre Markiewicz il permesso di ritornare per una visita alla casa paterna e recarsi a piedi al Santuario di Monte Sant’ Anna. Tornò rafforzata nella vocazione e si dedicò con entusiasmo al servizio dei più bisognosi. Dopo trentaquattro anni di prove e di fedeltà eroica, il 21 agosto 1928 la Serva di Dio, insieme al gruppo delle prime suore poté gioire per l’approvazione canonica della sua Congregazione di cui immediatamente fu eletta Superiora Generale.

Morì in odore di santità il 30 dicembre 1936 a Miejsce Piastowe. Nello stesso giorno dell’anno 1997, presso la Congregazione delle Cause dei Santi, iniziò la seconda fase del processo di beatificazione e canonizzazione della Serva di Dio Madre Anna Kaworek.

Preghiera per la beatificazione
della Serva di Dio Madre Anna Kaworek

O Dio, Uno e Trio, Ti ringraziamo per averci dato Madre Anna Kaworek.
Hai acceso nel suo cuore la fiamma viva del Tuo amore e quella di una carità generosa verso i bisognosi, soprattutto i bambini più poveri, e le hai donato la forza di esserTi fedele in tutte le avversità della vita.
Fa’ che , sul suo esempio e sostenuti dalla sua testimonianza, sperimentiamo la potenza del Tuo amore e impariamo a servirTi nei fratelli cin gioia e gratuità. DegnaTi, per la gloria del Tuo Nome, di innalzare quest’umile Tua Serva agli onori degli altari e concedici, per sua intercessione. La grazia …. che con grande fiducia Ti domandiamo. Per Cristo nostro Signore. Amen.
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