Venerdì santo

La liturgia del Venerdì santo è incentrata sulla passione, crocifissione e morte del Signore Gesù Cristo.

Dinanzi al Dio che si offre volontariamente alla sofferenza e alla morte per riscattare l'intera umanità, la Chiesa si prostra in orante e silenzioso raccoglimento.

Spoglia di ornamenti e paramenti liturgici, priva di addobbi floreali, la Grotta dell'Arcangelo si è presentata nella sua essenzialità di masso in pietra, di nuda roccia: quella stessa roccia sulla quale, come descritto dalla lettura del "Passio", fu innalzata la Croce, o quella stessa roccia in cui venne adagiato il corpo esanime di Cristo.

«Spesso la nostra vita, a causa del peccato e della fragilità, diventa un sepolcro: ma se sapremo accogliere Gesù, egli farà rotolare via il masso che ci costringe nelle tenebre e ci inonderà della luce della sua resurrezione»: con queste parole P. Martino Piorkowski ha invitato i presenti a non soffermarsi al "venerdì santo" delle proprie esistenze, ma ad orientarle verso il più glorioso giorno di Pasqua.

Durante il rito, il michelita ha poi disvelato e innalzato il crocifisso dinanzi al quale tutti i fedeli si sono processionalmente recati e inchinati in atto di adorazione.

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