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Giovedì Santo: sintesi del cristianesimo

La Celebrazione eucaristica del Giovedì Santo è uno splendido compendio di teologia, simbolismo e catechesi: l’azione liturgica, i gesti, i sacri testi “spiegano” l’essenza e il senso dell’essere cristiani.

Nell’Ultima Cena Gesù istituì l’Eucaristia, il cibo spirituale che garantisce comunione con Dio, e al tempo stesso il ministero del sacerdozio. Ai discepoli, inoltre, lasciò il comandamento dell’amore, basato sulla rinuncia a se stessi, sull’umiltà e sul servizio: esemplare il gesto della lavanda dei piedi.

Anche la solenne Coena Domini del Santuario si è sostanziata di questi temi che la liturgia e il simbolismo hanno rafforzato e reso più immediati alla numerosa assemblea presente: all’inizio della Santa Messa ai sacerdoti concelebranti è stata donata una rosa, a sottolineare la purezza e il profumo della missione presbiterale; nella sua omelia, il Rettore ha sottolineato l’importanza di un servizio ai fratelli che «sia reale e non ipocrita, alimentato dal legame con Cristo e dedito ai più piccoli»; il gesto di lavare i piedi ha richiamato la grande lezione che il Maestro ha lasciato agli apostoli – e a tutti i cristiani! – di seguirlo sulla via della generosità totale; l’Altare della Reposizione si è arricchito della splendida realizzazione di un calice con l’Ostia Santa, immagine dell’Eucaristia,  il più grande dei Sacramenti poiché contiene non solo la grazia, ma anche Gesù Cristo, autore della grazia e dei sacramenti.

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